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Il Divieto di Vendita del Fragolino

Attualmente può accadere che il Fragolino in commercio invece di essere vino prodotto dall'uva fragola  sia un fermentato alcolico di frutta al quale vengono aggiunti aromi al gusto di fragola. Il Fragolino come prodotto esclusivo del vigneto di provenienza, può infatti essere realizzato solo per uso personale e non commercializzato, o almeno non ovunque. Più precisamente, con la sola eccezione della regione del Burgenland in Austria, non può essere acquistato nei paesi UE mentre si trova normalmente in commercio in Svizzera, Stati Uniti e Australia.

Questa situazione si deve ad un percorso giuridico iniziato nel secolo scorso intorno agli anni 30'.

Ricordiamo che il Fragolino si produce con l'uva fragola anche chiamata, uva americana, Isabella, Raisin de Cassis; l'uva fragola venne introdotta in Europa nei primi decenni de 1800 è la più antica vite americana, una qualità piuttosto sensibile ai parassiti ma adatta a climi rigidi e non a caso diffusa nel nelle zone alpine. All'inizio dello scorso secolo i vitigni europeri vennero messi in ginocchio dal dilagare di forme parassitarie quali la filossera; per cercare di ovviare alla gravità della situazione si decise di importare delle come portinnesti dei vitgni americani rivelatisi resistenti ai parassiti. Parte di questi vitigni erano puri alcuni erano ibridi di specie americane ed altri ancora ne scaturirono dall'incrocio con i vitigni europei.

Se questa scelta da un lato consentì di salvare i nostri vitigni, dall'altro vide il proliferare di esperimenti di ibridazione alcuni dei quali con implicazioni qualitativamente per nulla incoraggianti a tal punto da richiedere un intervento legislativo volto proprio a proteggere la qualità dei nostri vitigni. La legge nr.376 del 23 marzo 1931 vietò la "coltivazione dei vitigni ibridi produttori diretti" con l'unica eccezione delle zonenelle quali ne veniva comprovata la necessità e comunque secondo modalità da precisare con decreto ministeriale.  Questa legge però non ha mai riguardato l'uva fragola se non fino al 1936 quando un ulteriore disposizione la nr. 729  ha esteso quanto sopra anche alla coltivazione di questo vitigno precisando però che la normativa non riguardava il consumo diretto, da intendersi sia come consumo di uva fragola da tavola sia come vinificazione. 

Successivamente nel 1936 la legge nr. 1634 riprendeva confermandone il contenuto le disposizioni sopra menzionate, nei fatti tuttavia mai applicate con particolare rigidità. La situazione si fece invece più complessa con le disposizioni del 1965 con le quali veniva proibita la vinificazione di uve differenti dalla vitis vinifera; una vera e propria insurrezione dei coltivatori portò ad alcune correzioni della legge che nel 1966 ammorbidì a tal punto i toni da lasciare nei fattri praticamente libero il cnsumo di uva fragola da tavola e il processo di vinificazione. 

Nuova tappa legislativa per l'uva fragola si avrà poi con il Regolamento del 1987 n°822 che introdcue le normative europeeche prevede una temporanea deroga per la produzione preoveniente da ibridi produttori diretti; la normativa tuttora vigente risale al 1999 e si riferisce ai provvedimenti previsti per la regolamentazione del mercato vinicolo; mnell'art. 19 il regolamento recita quanto segue:

".....1. Gli Stati membri compilano una classificazione delle varietà di viti per la produzione di vino. Tutte le varietà classificate appartengono alla specie Vitis vinifera o provengono da un incrocio tra questa specie e altre specie del genere Vitis. La classificazione non può applicarsi alle varietà seguenti: Noah, Othello, Isabelle, Jacquez, Clinton e Herbémont.
2. Nella classificazione gli Stati membri indicano le varietà di viti atte alla produzione di ciascuno dei v.q.p.r.d. prodotti nel loro territorio. Tali varietà appartengono alla specie Vitis vinifera.
3. Soltanto le varietà di viti menzionate nella classificazione possono essere impiantate, reimpiantate o innestate nella Comunità per la produzione di vino. La restrizione non si applica alle viti utilizzate a scopo di ricerca ed esperimenti scientifici.
4. Le superfici piantate con varietà di viti per la produzione di vino non menzionate nella classificazione devono essere estirpate, tranne nei casi in cui la produzione è destinata esclusivamente al consumo familiare dei viticoltori....."

A seguito di questa normativa è consentita la coltivazione e il consumo di uva fragola come utilizzo personale del produttore, che in tal senso può sia consumarla come uva da tavola sia distillarla. Non è consentita la commercializzazione del Fragolino come vino prodotto con la vitis labrusca.